André Grandier e il giorno in cui nacquero i diritti Il 26 agosto 1789 l'Assemblea Nazionale Costituente approvava il testo definitivo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino. Parigi respirava un'aria satura di tensione e stupore. La Costituzione era ancora un cantiere aperto, eppure quel manifesto di diciassette articoli stava già cancellando secoli di privilegi, servitù e disuguaglianze ereditate per nascita. Per la prima volta nella storia di Francia, la parola «diritti» smetteva di essere un'idea astratta discussa nei circoli illuministi per diventare legge incisa nella pietra. André Grandier non era per le strade a festeggiare quel giorno . Il suo destino si era compiuto poche settimane prima, in una piazza assolata di luglio bagnata di piombo e sacrificio. Ma il 26 agosto era il giorno della sua nascita, e nessun documento storico somiglia a un regalo di compleanno quanto quella proclamazione solenne. Tutta l'esistenza di André si era mos...
Post
Visualizzazione dei post da 2026
- Ottieni link
- X
- Altre app
Il tempo che non hanno avuto Quando riguardiamo Lady Oscar non ci aspettiamo che cambi il finale . Razionalmente sappiamo benissimo ciò che accadrà e che la storia è già scritta. Quello che continuiamo a cercare è qualcosa che la storia ci ha lasciato aperto dentro. Oscar e André sono costruiti intorno a una delle forme narrative più dolorose in assoluto: il tempo perduto . Non è soltanto una storia d'amore tragica. È la storia di due persone che avrebbero potuto amarsi prima, parlarsi prima, capirsi prima. Noi spettatori vediamo ciò che loro per anni non riescono a vedere. Assistiamo alle occasioni mancate, ai silenzi, alle parole inghiottite, e sappiamo dove tutto porterà. È una specie di impotenza retrospettiva, dillo adesso, guardalo, capiscilo, non aspettare . Ma loro non possono sentirci. E quando finalmente accade ciò che abbiamo atteso, quando Oscar comprende André, quando le difese cadono e non c'è più bisogno di fingere, arriva la crudeltà narrativa più gra...
- Ottieni link
- X
- Altre app
Ci sono episodi dell'anime di Lady Oscar che ancora oggi sorprendono per intelligenza, atmosfera e capacità di reinventare il manga di Riyoko Ikeda. Episodi nei quali le aggiunte dell'anime non sembrano semplici riempitivi, ma contribuiscono davvero a costruire personaggi, rapporti e tensioni. E poi c'è l'episodio 15. Quello che in Italia conosciamo come “La menzogna” porta in originale il titolo 「カジノの伯爵夫人」 ( Kajino no Hakushaku Fujin ) , cioè La contessa del casinò . Ed è probabilmente uno degli episodi più assurdi dell'intera serie. Una bugia un po' troppo grande La premessa parte almeno da un problema reale. Maria Antonietta non ha ancora dato un erede alla Francia e sulla giovane regina pesa una pressione enorme. Il matrimonio con Luigi XVI non è stato consumato per anni e l'assenza di figli è diventata una questione politica e diplomatica, oltre che personale. Fin qui, nulla da dire. Ma da una situazione storica autentica l'anime costruisce un ...
- Ottieni link
- X
- Altre app
4 AGOSTO 1789 - La notte in cui vidi morire un mondo Non dormo, da quella notte. O meglio, dormo, ma mi sveglio sempre nello stesso punto del sogno — l'istante in cui il duca di Châtelet si alza in piedi, e io capisco che tutto sta per cambiare per sempre. Ve la racconto come l'ho vissuta io, che di nobile non ho nulla — un avvocato di provincia, eletto dal Terzo Stato della mia balìa, mandato a Versailles con una valigia di cause discusse nei tribunali di campagna e la testa piena delle grida che, quell'estate, arrivavano dai villaggi. Perché prima di quella notte, ce n'era stata un'altra estate. Un'estate di fuoco. Ciò che avevo visto prima di arrivare in aula Nelle settimane precedenti mi erano arrivate lettere dai miei elettori. Non parlavano di leggi, di articoli, di procedure. Parlavano di fiamme. Di uomini con i forconi che marciavano verso i castelli — non per rubare, dicevano, ma per bruciare le carte. I registri dove per generazioni erano stati scrit...
- Ottieni link
- X
- Altre app
Parigi rivoluzionaria dalla presa della Bastiglia al Terrore Parigi brucia! (1789-1792) Parigi veglia. È la notte tra il 13 e il 14 luglio 1789, e le strade non dormono con lei. Le voci corrono da un capo all'altro della città, si rincorrono, si gonfiano a ogni angolo di strada. Qualcuno giura di aver sentito che la guardia reale si prepara ad attaccare. Non importa se è vero. Basta che la paura si accenda, ed è già fuoco che si propaga di casa in casa. Il Palais Royal è il crocevia di ogni sussurro. Sotto i suoi portici, gli esaltati arringano la folla, e la folla — già stanca, già affamata, già furiosa da mesi — non chiede prove. Chiede armi. Nella notte, si decide di sbarrare gli ingressi della città. Parigi si chiude su se stessa come un pugno che si stringe prima di colpire. E quella paura, per quanto sembri cieca, non nasce dal nulla. Nei giorni precedenti il re ha davvero fatto radunare intorno alla città un contingente imponente — circa trentamila soldati, in gran parte ...
- Ottieni link
- X
- Altre app
Ci sono storie destinate a essere eterne perché, semplicemente, toccano l’anima. Non importa quanto tempo passi, quante generazioni le attraversino, quante volte crediamo di averle ormai comprese. Tornano. Vivono. Ci trovano diversi, ma ci feriscono nello stesso punto. Forse perché non raccontano soltanto ciò che accade ai personaggi, ma ciò che accade dentro di noi mentre li guardiamo vivere, amare, sbagliare, perdere, scegliere. Alcune storie non restano nella memoria perché hanno un finale perfetto. Restano perché ci lasciano una mancanza. Oscar e André appartengono a questo genere di storie. Ci commuovono per ciò che sono stati, e ancor di più per ciò che avrebbero potuto essere. Per quella vita appena intravista e subito negata. Due mani che finalmente possono cercarsi senza più paura. Un amore arrivato tardi, ma così assoluto da sembrare eterno. E forse continuiamo a immaginarli vivi non per cambiare il loro destino, ma per concedere al nostro cuore un luogo in cui po...
- Ottieni link
- X
- Altre app
Una mansarda… Sì. Credo che mi sarebbe piaciuta. Non una stanza immensa come quelle di palazzo Jarjayes, dove ogni passo risuona e persino il silenzio sembra appartenere agli antenati. Avrei voluto una camera piccola, con il tetto inclinato e una finestra abbastanza grande da vedere il cielo. André avrebbe protestato per le scale, naturalmente. Avrebbe detto che salire fin lassù ogni sera era una follia. Poi sarebbe stato il primo a sedersi accanto alla finestra, ad aspettarmi, a indicarmi le stelle come faceva quando eravamo bambini. Oscar sorride appena. E alla fine avremmo dovuto avere una cuoca. Nessuno dei due sapeva cucinare. André avrebbe sostenuto il contrario, solo per orgoglio. Una sera avrebbe tentato di preparare una zuppa, io avrei finto di trovarla buona e il giorno dopo avremmo assunto qualcuno capace di impedirci di morire avvelenati dopo essere sopravvissuti alla Bastiglia. Ma non avrei voluto una casa piena di domestici. Forse una cuoca, una donna che ci aiutass...
- Ottieni link
- X
- Altre app
Che Luigi XVI non fosse un uomo politico arguto, è un dato di fatto. Il 5 maggio del 1789, quando aprì per suo decreto gli Stati Generali di Francia, avrà pensato che tutto si sarebbe risolto in breve tempo con poche modifiche, qualche concessione e tanti festeggiamenti in suo onore per il magnanimo gesto. D'altronde era dal 1614 che il Clero, la nobiltà e il terzo stato non si riunivano per dibattere della situazione della Francia. Luigi XIV, il re sole, aveva ovviato a quel meccanismo perverso (dal suo punto di vista) di consultazione con l'invenzione della Reggia di Versailles, il microcosmo dorato con cui controllare i nobili. Tanto meno ne aveva fatto ricorso Luigi XV che, tra una favorita e l'altra, trovava il tempo di farsi amare dal popolo, che infatti lo chiamava il Beneamato. Ma per Luigi Augusto di Borbone le cose non andavano allo stesso modo. Il popolo guardava a lui con attesa. Attesa che dimostrasse la forza del trisavolo, il temperamento del nonno. Ma ...