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 JULIUS - FOLLIA E PASSIONE DI UN'ANIMA DI CRISTALLO da La finestra di Orfeo di Riyoko Ikeda La Finestra di Orfeo di Riyoko Ikeda è un’opera monumentale di oltre seimila pagine, un affresco storico e psicologico a cui la mangaka lavorò instancabilmente dal 1975 al 1981. È un lavoro che l’autrice stessa, con orgoglio, definisce l’opera della sua vita. Il titolo evoca l’antico e struggente mito di Orfeo ed Euridice, che qui viene integrato con un tocco narrativo magistrale nel cuore di un luogo solenne: il conservatorio St. Sebastian di Ratisbona. Una scuola elitaria, frequentata dai rampolli delle più ricche famiglie bavaresi, dove le aule non risuonano solo di musica, ma di gelosie feroci, ambizioni dinastiche e amori clandestini. La nostra protagonista, Julius von Ahrensmeyer , possiede un talento smisurato per la musica — un aspetto che riflette il profondo amore personale di Ikeda per quest’arte. Per Julius, la musica è l’unico spazio di espressione per la sua sensibilità ferit...
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  Quando mi dicono che Oscar non è una donna,  mi domando se abbiano davvero attraversato queste pagine, se si siano mai fermati ad ascoltarle. Serve davvero altro? Cos’altro avrebbe dovuto farle dire Riyoko Ikeda per rendere limpido ciò che abita il suo cuore, ciò che vibra nel suo spazio più intimo? Quel desiderio di amare ed essere amata,  di sussultare all’unisono con un’altra persona, non è forse una confessione nuda, essenziale? Il suo cuore chiede di essere accolto come donna , nella pienezza del suo sentire affettivo e amoroso. E in questa potetne istantanea si sente la sua fragilità, il suo bisogno di contatto, la fame di un amore che non cancelli chi è ma la accolga interamente. È lì che vive la sua verità. E a chi sa leggere davvero , questo basta. みなさん、ありがとう。物語はまだ終わらない —— 本の中でつづく。 Grazie a tutti. La storia non è ancora finita — continua nel libro. Perché amare Lady Oscar MS
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Vi dico una cosa ... ... non avrei mai pensato che oggi mi sarei ritrovata qui a scrivere su un blog interamente dedicato a Lady Oscar . Non era nei piani. Così come non lo erano il canale YouTube, i podcast o il mio libro "Perché amare Lady Oscar" . Tuttavia, a marzo è scattato qualcosa. Quella passione profonda che nutro da sempre ha chiesto — anzi, ha preteso — di essere raccontata e condivisa. Intendiamoci: il mio amore per Oscar è radicato, ma è sempre rimasto custodito nel mio privato. Ora, invece, sento il desiderio di condividerlo con tutti voi che amate, proprio come me, le Rose di Versailles . È un percorso fatto di petali e di spine, esattamente come la vita di ciascuno di noi: inciampi, ferite, ma anche di meravigliose risalite. Ed è giusto così. Voglio dire grazie a tutti voi che ascoltate i miei podcast , che mi seguite su Instagram o tra le pagine di questo blog. Grazie, davvero! Siamo parte di una stessa grande community che attraversa siti, social e persino ...
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  Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira? «Chi è questa che ven, ch'ogni uom la mira, e fa tremar di chiaritate l'âre?» Quella di Oscar è una parabola di luce . In un mondo soffocato dalle ombre e dalla decadenza, lei non si limita a brillare. È uno standard morale così nitido da ferire gli occhi di chi vive a Versailles, quel covo di vipere dove il veleno del disprezzo e della congiura corrode ogni verità.  Oscar cresce in questo teatro dell'assurdo, imparando a difendersi e, soprattutto, a gestire il peso di una maschera necessaria. Come ci ricorda Petrarca, «Quanto piace al mondo è breve sogno» . C'è un dolore sordo nel dover soffocare le emozioni: a volte perché spaventano per c iò che rivelano di noi — fragilità, passioni o disideri che non osiamo ammettere — altre volte per il timore delle conseguenze che quel fuoco provocherebbe se lasciato divampare. L'unico antidoto a questo male è la sua etica cristallina , una bussola interiore che non la rende però una ...
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  25 DICEMBRE  Oscar François de Jarjayes La rosa di Versailles che sboccia in inverno  Quando Riyoko Ikeda iniziò a tratteggiare la figura di Oscar, non ci disse suito quando nacque. Lo rivelò succesivamente e non scelse a caso. La mangaka, profonda estimatrice della cultura e della storia europea, scelse per la sua protagonista una data di nascita che non era un semplice dettaglio anagrafico, ma un vero e proprio manifesto programmatico: il 25 dicembre 1755 . Ma perché proprio il giorno di Natale? Al di là della ricorrenza, la scelta di Ikeda risiede in un raffinato simbolismo allegorico che attraversa tutta l'opera. Una nascita nella "Luce" dell'Antico Regime Il 25 dicembre rappresenta, nel calendario astronomico e simbolico, il momento della rinascita della luce dopo il solstizio d'inverno. Far nascere Oscar in questo giorno significa presentarla come una creatura di purezza assoluta , quasi "scesa dal cielo" per illuminare una corte di Versailles ...
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 Auguri RIYOKO! Non chiamatela (solo) fumettista Buon compleanno a una donna che ha trasformato il "disegnino" in un atto di ribellione politica e storiografica. Mentre il mondo si limitava a guardare i pizzi e i merletti, Riyoko Ikeda usava la china per fare quello che molti storici accademici dell'epoca temevano: raccontare il potere attraverso il genere e il sacrificio. Perché Ikeda è "oltre": Quando propose Versailles no Bara , le dissero che la storia non interessava alle ragazzine. Lei rispose creando un’icona che oggi studiamo ai seminari di sociologia. Ha avuto il coraggio di invecchiare i suoi personaggi, di farli fallire, di portarli dalla Rivoluzione Francese a quella Russa ( Orpheus no Mado ), senza mai sconti al lieto fine commerciale In tempi non sospetti, ci ha regalato uno dei ritratti più tragici, lucidi e rispettosi dell'identità transgender. Claudine non è un "personaggio", è il grido di chi cerca il proprio posto nel mondo a co...
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  La vera storia della Contessa du Barry Jeanne Bécu vide la luce il 19 agosto 1743 a Vaucouleurs. Figlia illegittima di una semplice sarta, Jeanne non aveva né castelli né blasoni a proteggerla. Aveva solo il suo talento innato: una bellezza mozzafiato e un' intelligenza acuta . Nonostante le origini modeste, assorbì ogni barlume di cultura che le fu offerto. La sua infanzia, trascorsa a Parigi, fu una palestra di sopravvivenza sociale. Lavorò come assistente in una modesta cappelleria, ma i suoi occhi erano fissi su un orizzonte molto più ampio: gli scintillanti e vivaci ambienti libertini della capitale. Negli anni Sessanta del Settecento, Jeanne non era solo bella, era una calamita. La sua vera fortuna arrivò quando incrociò Jean-Baptiste du Barry , un noto "gaudente" e mediatore di Tolosa. Jean-Baptiste non fu solo il suo amante, fu il suo pigmalione: la introdusse nell'alta società, affinò le sue maniere e le insegnò a muoversi nel labirinto delle relazioni pa...