La vera storia della Contessa du Barry




Jeanne Bécu vide la luce il 19 agosto 1743 a Vaucouleurs. Figlia illegittima di una semplice sarta, Jeanne non aveva né castelli né blasoni a proteggerla. Aveva solo il suo talento innato: una bellezza mozzafiato e un'intelligenza acuta.

Nonostante le origini modeste, assorbì ogni barlume di cultura che le fu offerto. La sua infanzia, trascorsa a Parigi, fu una palestra di sopravvivenza sociale. Lavorò come assistente in una modesta cappelleria, ma i suoi occhi erano fissi su un orizzonte molto più ampio: gli scintillanti e vivaci ambienti libertini della capitale.

Negli anni Sessanta del Settecento, Jeanne non era solo bella, era una calamita. La sua vera fortuna arrivò quando incrociò Jean-Baptiste du Barry, un noto "gaudente" e mediatore di Tolosa. Jean-Baptiste non fu solo il suo amante, fu il suo pigmalione: la introdusse nell'alta società, affinò le sue maniere e le insegnò a muoversi nel labirinto delle relazioni parigine, rendendola irresistibile.

Fu una manovra di alta sartoria sociale. Grazie, in parte, all'intercessione del navigato Duca de Richelieu, la stella nascente di Jeanne catturò finalmente lo sguardo di chi contava davvero: Re Luigi XV.

Per trasformare l'amante del Re in una figura presentabile a Versailles, la storia pretese un matrimonio di convenienza. Nel 1768, Jeanne sposò Guillaume du Barry, fratello del suo mentore, ottenendo così, di facciata, il titolo di Contessa.

Divenne così la Maîtresse-en-titre, l'amante ufficiale e riconosciuta di Luigi XV, prendendo il posto della leggendaria Madame de Pompadour.

La sua presenza a Versailles fu dinamite. L'aristocrazia, con i suoi secoli di sangue blu, non le perdonò mai le sue origini non nobili né il suo passato "avventuroso". Jeanne divenne il simbolo vivente dello scandalo e la corte si divise. Ma Jeanne era una forza politica: era un canale di potere, capace di ottenere cariche e, di fatto, di causare l'esilio del potente Duca de Choiseul.

Il suo ruolo non era solo romantico, era politico. La Du Barry era un canale attraverso il quale si potevano ottenere favori, cariche e influenza. La corte si divise tra i suoi sostenitori (come il Duca d'Aiguillon) e i suoi nemici (la fazione guidata dal Duca de Choiseul, il ministro degli Esteri).

Il carattere storico

I registri e le lettere del tempo descrivono la Du Barry come una donna di buon cuore, generosa e spesso di una gentilezza insolita per gli standard rigidi di Versailles. Nonostante il suo passato avventuroso, non mostrava il desiderio di vendetta o la meschina crudeltà verso le donne di corte. Molti dei suoi problemi derivavano dall'invidia causata dalla sua ascesa fulminea e dalla sua origine non nobile, che l'aristocrazia non le perdonò mai.

La Du Barry nell'Anime: antagonista perfetta

Nell'anime Lady Oscar - Le Rose di Versailles, la Du Barry è strategicamente posizionata da Riyoko Ikeda per uno scopo narrativo preciso:

  • Il Simbolo del Marcio: Rappresenta la decadenza, lo sperpero e l'immoralità dell'Ancien Régime che Maria Antonietta e, in seguito, Oscar, combattono o di cui rimangono vittime.

  • La Rivalità Immediata: Serve come antagonista diretta della Delfina. I loro scontri sul protocollo ("La parola non detta") sono usati per stabilire il carattere della giovane Maria Antonietta: capricciosa, orgogliosa, ma in fondo ingenua.

  • Uscita di Scena: Non appena Luigi XV muore, la Du Barry viene allontanata dal palazzo. Questo segna il passaggio di Maria Antonietta da "Delfina irriverente" a "Regina".

Nell'opera, il suo ruolo è completato rapidamente: è un personaggio funzionale, più vicino al clichè della donna ambiziosa e vendicativa necessario per far evolvere la trama.

Etichetta e potere

La sfida tra Madame du Barry e la Delfina Maria Antonietta (narrata anche nell'anime) fu un evento storico reale, ma la posta in gioco era molto più alta di una semplice rivalità femminile.

La giovane e orgogliosa Maria Antonietta (non ancora regina) si rifiutava di parlare con la Maîtresse-en-titre. Questo era un affronto gravissimo all'autorità del Re, il quale interpretò il silenzio della Delfina come un attacco diretto alla sua autorità e alla Du Barry.

Il conflitto si concluse solo quando l'Imperatrice Maria Teresa d'Austria (madre di Maria Antonietta) costrinse la figlia a cedere, inviandole un ultimatum: il futuro della pace tra Austria e Francia dipendeva dalla sua capacità di pronunciare una singola frase alla Du Barry.

La famosa frase (gennaio 1772) fu:

"Ci sono molte persone a Versailles oggi."

Questo gesto, apparentemente banale, ripristinò l'ordine e stabilì la Du Barry come figura intoccabile. Fu una grande vittoria politica per la Du Barry e per la sua fazione.

La beffa del destino

L'oro e il potere di Jeanne dipendevano interamente dal cuore del Re. Nel 1774, Luigi XV morì di vaiolo e il suo mondo crollò in un istante. Allontanata immediatamente per ordine del nuovo re, Luigi XVI, e della sua sposa, Maria Antonietta, si ritirò nel suo amato Château de Louveciennes.

Qui si dedicava a opere di carità, sostenendo economicamente le famiglie meno abbienti. Faceva donazioni e forniva lavoro a molti artigiani e domestici del luogo. 

Purtroppo, la gratitudine della gente del villaggio non fu sufficiente a salvarla quando le accuse di controrivoluzione e i viaggi in Inghilterra la posero nel mirino del governo del Terrore a Parigi che la vedeva  come spia di un complotto controrivoluzionario. 

La sua storia si conclude con una tragedia che smentisce ogni immagine di "cattiva": l'8 dicembre 1793, fu trascinata alla ghigliottina, e la sua disperazione e le sue suppliche disperatissime la resero una delle figure più patetiche (nel senso originale del termine, che muove a pietà) del Terrore.Gridò, pianse, implorò pietà con una disperazione straziante, rendendo la sua esecuzione un evento unico e tragico.

La storia di Madame du Barry ci ricorda che, dietro i ruoli rigidi imposti dalla corte e dalle narrazioni popolari, c'era una donna di grande influenza e, alla fine, una vittima della Storia, la cui vera colpa era stata solo quella di aver amato e aver osato ambire al potere.


みなさん、ありがとう。物語はまだ終わらない——本の中でつづく。

Grazie a tutti. La storia non è ancora finita — continua nel libro.

Perché amare Lady Oscar

MS


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