LA VERA BATTUTA DI ALAIN





André è a terra, ferito. Piange. In pieno delirio, si lascia scappare quello che non avrebbe mai confessato: 

«Oscar, ti prego, non ti sposare!»

Alain alza lo sguardo. Oscar è sulla porta dell'armeria. Lui ha sentito. Lei ha sentito.

Conosciamo la battuta dell'anime italiano:

"Ma certo. Adesso capisco tutto. Credo che vi ami, comandante."

Nessuna ironia. Solo verità, detta a bruciapelo, nel momento esatto in cui andrebbe taciuta.

In giapponese, invece, è diversa. Più dura. Più offensiva:

"Ma che cosa ci troverà mai in una donna che sembra un uomo?"




Nella scelta di Osamu Dezaki di inserire quella battuta così dura, tagliente e offensiva, riemerge — forse per la prima volta in modo così netto nell'anime — l'eco profonda dell'Alain del manga di Riyoko Ikeda.

Nel fumetto originale, infatti, Alain de Soissons è sempre stato un personaggio particolarmente irriverente, esagerato e denigratorio nei confronti di Oscar. La sua era una figura a tratti volgare, che non si faceva scrupoli a calpestarne lo status: non dobbiamo dimenticare che nel manga è proprio Alain a organizzare un vero e proprio tentato stupro di gruppo ai danni di Oscar.

L'anime di Dezaki compie un'operazione di profonda riscrittura del personaggio, cancella quegli eventi estremi, ripulisce la sua condotta e ci consegna un Alain sicuramente molto più maturo, carismatico e cameratesco, che non eccede mai in quel tipo di violenza contro la protagonista. Eppure, in quel preciso istante in caserma, la maschera del "buon soldato" cede per un secondo.

Con la frase «Che cosa ci troverà mai in una donna che sembra un uomo?», Dezaki fa riaffiorare in superficie l'anima originaria concepita dalla Ikeda: quel disprezzo viscerale, quel maschilismo spietato che riduce l'identità di Oscar a un'anomalia da baraccone. È l'eco del fango del manga che torna a colpire.

Ed è qui che il doppiaggio italiano si spaventa e interviene. Trasformando l'insulto originale in un lucido «Credo che vi ami, comandante», la versione italiana non fa altro che mitigare la scena e censurare quel rigurgito di cattiveria. 

L'adattamento italiano del 1982 ha voluto a tutti i costi confermare la sua visione romantico-cameratesca di Alain.

Voi cos ne pensate? Che versione preferite? 








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