IL MIO ANDRE'


"Il mio André." Tre parole semplici. Eppure, quanto pesano. Quanto è difficile tenerle tra le mani senza che scivolino via, o che brucino le dita. In quelle pochissime sillabe è racchiusa una vita intera.

La storia di Oscar e André non è mai stata una linea retta; è stata un’ellissi di cuori che si sfiorano, si allontanano, si intrecciano, indissolubilmente legati dalla stessa identica melodia. Una composizione complessa, fatta di adagi sospesi e improvvisi silenzi, di variazioni appassionate e pause che sanno di profonda nostalgia. Per trent'anni, la loro è stata un’armonia incompiuta.

Lo squarcio  - la resa di Fersen

Poi, finalmente, arriva quel momento. Quelle tre parole prendono forma: il mio André.

È uno squarcio netto nel plumbeo distacco in cui Oscar ha forzato i propri sentimenti per una vita intera. E quelle parole non vengono pronunciate nel segreto delle sue stanze, ma davanti a Fersen. L'amore giovane, il turbamento romantico di un tempo, ora si piega e soccombe. Dinanzi alla verità assoluta del legame con André, ogni vecchia idealizzazione sbiadisce: emerge un sentimento infinitamente più vero, più integro, più consapevole di qualunque convenzione sociale o militare.

A quel punto, la verità è nuda. Eppure, il destino trema.




L'illusione dell'ennesima alba

Allora perché tentennare, Oscar? Perché restare immobile davanti alla finestra?

La pioggia fuori monda il passato, ma insieme annuncia sciagura. Perché esitare ancora, se il tempo non promette domani? Viene da gridarle contro lo schermo: Non lasciarlo andar via. Fermalo. Diglielo. È questo il momento.

Ma Oscar, in quel preciso istante, è tragicamente umana. Come tutti noi, anche lei cade nell'inganno più grande: credere di avere ancora tempo. Credere che ci sarà un'altra alba, un'altra ora, un'altra occasione per parlare.

Tiene per sé quel sentimento nuovo e smeraldino. Custodisce quel segreto che finalmente ha sciolto i rovi del suo cuore — un segreto antico come il mondo, che in realtà entrambi hanno sempre conosciuto. E sceglie ancora una volta il tacito assenso di starsi accanto. Sospesi.

Oscar tentenna.

Sulla soglia del destino

E la vita fugge, e non s'arresta un'ora. Il tempo stringe i nodi della Storia e della Rivoluzione, e non concede sconti a chi rimanda.

Questo articolo è dedicato a loro, a Oscar e al suo André. Ma è dedicato anche a ognuno di noi: a tutti quei sentimenti che abitano la soglia e non trovano mai il coraggio di attraversare la porta.

E voi cosa provate ogni volta che assistete a questa scena? Vi siete mai trovati su quella stessa soglia? Scrivetelo nei commenti.  

                            

 

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