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Oscar e il suo pianoforte

Il pianoforte... custode di tutto ciò che Oscar non ha mai detto ad alta voce, di tutto ciò che ha trattenuto sulla soglia delle labbra e ricacciato indietro, nel petto, dove brucia piano.

Ma il pianoforte non tace. Anzi — è l'unico che parla davvero. Perché ci sono emozioni troppo grandi, troppo vere, troppo fragili per essere affidate alle parole. E allora le note vibrano, scuotono, sussurrano ciò che il cuore di Oscar non dice e tiene in sé.

Lo spartito raccoglie e rivela. La verità scivola dalle sue dita — ma non dalle sue labbra.

Quando suona, Oscar non indossa nessuna uniforme. Confessa. E il pianoforte restituisce al mondo la tenerezza feroce, il rimpianto smeraldino, la malinconia di chi ha scelto il dovere portando dentro, come una ferita gentile, l'eco di ciò che avrebbe potuto essere.

È lì, in quella musica che si leva tra adagio e silenzio, che vive il suo André — non ancora detto, non ancora perso. Ancora suo.

Le note dicono ciò che le parole non osano.



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