Go Nagai a Lucca Comics & Games 2026

 arriva il papà dei robottoni!


È notizia di questi giorni. a Lucca Comics & Games 2026 ci sarà un grande ospite. Go Nagai.

E se siete cresciuti con le reti locali e i programmi come Bim Bum Bam, il suo nome vi porta dritti a saghe di robot, demoni, eroi tragici. 

Sì, perché Go Nagai è la mente dietro alcuni dei più grandi mecha ed eroi: Goldrake e Actarus, Mazinga, Jeeg Robot e Hiroshi Shiba, Getter Robot, Devilman, Mao Dante, Cutie Honey.

Insieme ad altri giganti come Yoshiyuki Tomino e Leiji Matsumoto, ha contribuito a creare un pantheon moderno che ha colorato la nostra infanzia, dove

 "Un pirata tutto nero che per casa ha solo il ciel"

O... "Corre il treno, corre nella notte, va,
e volerà nel blu fra luna e stelle..."

O... "Eccoci, siamo amici tuoi,
e io sono Peter Rei,"


Ma Go Nagai non è soltanto nostalgia.

È un autore che ha cambiato le regole del gioco. Con Mazinga Z ha rivoluzionato l'idea stessa del robot gigante, il protagonista che pilota dall'interno una macchina colossale. Non più un automa distante. Un'estensione del corpo, della volontà, del coraggio. Anche della fragilità umana.

Con Devilman ha portato manga e animazione su territori oscuri, adulti, feroci. Il mostro non era più fuori di noi. Era dentro di noi. La linea tra umano e demoniaco si faceva sottile, dolorosa, quasi insostenibile.

Per molti italiani, Goldrake non è stato un cartone animato. È stato un trauma felice. Una folgorazione. Il momento in cui la televisione del pomeriggio si è aperta a qualcosa di completamente diverso: lo spazio, la guerra, il sacrificio, la malinconia dell'eroe esule, la potenza dei robot, la musica, il mito.

Actarus non combatteva solo mostri spaziali. Combatteva con la nostalgia, con la perdita, con il peso di essere sopravvissuto.

Forse è proprio qui la grandezza di Nagai, l'aver dato ai bambini eroi enormi, colorati, potentissimi. Ma attraversati da ferite vere. Robot giganteschi e anime spezzate. Combattimenti spettacolari e domande profonde.

Lucca Comics & Games 2026, che celebra i sessant'anni della manifestazione, non poteva scegliere simbolo migliore per parlare di eredità. Perché Go Nagai è esattamente questo: una legacy vivente. Un autore che ha consegnato a più generazioni immagini, miti, paure, entusiasmi, parole d'ordine.

Alabarda spaziale.
Raggi fotonici.
Pugno atomico.

Ma anche identità, trasformazione, mostruosità, sacrificio.

La sua presenza a Lucca sarà più di un incontro con un maestro. Sarà un appuntamento con la memoria emotiva di chi è cresciuto davanti a quei robot. E un'occasione per riscoprire quanto quelle storie fossero moderne, ibride, audaci.

Perché Go Nagai non ha creato solo personaggi.

Ha creato archetipi.

Il pilota ferito. Il demone che resta umano. Il robot come armatura dell'anima. L'eroe che salva il mondo, ma non sempre se stesso.

E allora sì, Lucca 2026 si prepara ad accogliere una leggenda.

Non so se riuscirò a esserci. Ma se così fosse, sarebbe fantastico strappare una foto, una firma. O anche solo vedere da vicino l'uomo dietro alcuni dei miti più potenti della nostra infanzia.

Chissà, magari un giorno incontrerò anche Riyoko Ikeda. Sognare non costa nulla.

Anzi: sognare, come ci hanno insegnato Go Nagai e gli altri grandi creatori di mondi, è forse l'atto più sovversivo che esista. Perché ti rende capace di immaginare l'impossibile.




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