Ci sono episodi dell'anime di Lady Oscar che ancora oggi sorprendono per intelligenza, atmosfera e capacità di reinventare il manga di Riyoko Ikeda. Episodi nei quali le aggiunte dell'anime non sembrano semplici riempitivi, ma contribuiscono davvero a costruire personaggi, rapporti e tensioni.

E poi c'è l'episodio 15.

Quello che in Italia conosciamo come “La menzogna” porta in originale il titolo 「カジノの伯爵夫人」 (Kajino no Hakushaku Fujin), cioè La contessa del casinò.

Ed è probabilmente uno degli episodi più assurdi dell'intera serie. 

Una bugia un po' troppo grande

La premessa parte almeno da un problema reale. Maria Antonietta non ha ancora dato un erede alla Francia e sulla giovane regina pesa una pressione enorme. Il matrimonio con Luigi XVI non è stato consumato per anni e l'assenza di figli è diventata una questione politica e diplomatica, oltre che personale.

Fin qui, nulla da dire.

Ma da una situazione storica autentica l'anime costruisce un intrigo che precipita rapidamente nel melodramma., grottesco e assurdo.

La contessa di Polignac convince Maria Antonietta a fingere di essere incinta.

E già questo sarebbe abbastanza.

Ma il piano prevede qualcosa di ancora più incredibile: quando arriverà il momento del parto, si procurerà un neonato da presentare come figlio della regina.

Fermiamoci un istante.

Non stiamo parlando di nascondere un amante, falsificare una lettera o mettere in giro una voce a Versailles. Stiamo parlando di inserire consapevolmente nella linea di successione francese un bambino estraneo alla coppia reale, facendolo passare per figlio di Luigi XVI e Maria Antonietta.

In altre parole, un giorno quel bambino avrebbe potuto diventare re di Francia.

Un falso Borbone sul trono. E tutto questo viene trattato con una leggerezza narrativa sorprendente.

E Luigi XVI?

Qui la situazione diventa paradossale.  Il re sa perfettamente quale sia stata fino a quel momento la natura del rapporto con sua moglie. E nella realtà storica a corte tutti sanno che il matrimonio, benché celebrato da cinque anni, non è ancora stato consumato. Non a caso un paio d'anni dopo interverrà Giuseppe d'Asburgo, fratello di Maria Antonietta per spiegare alla coppia... cosa devono fare.

Sì, è così.

Comunque, di fronte all'annuncio della gravidanza dovrebbe quindi accadere qualcosa di enorme.

Quanto meno Luigi Augusto dovrebbe chiedere spiegazioni. Dovrebbe sospettare un adulterio.

Dovrebbe pretendere di sapere che cosa è successo. Invece rimane sostanzialmente in silenzio.

La gravidanza della regina di Francia non è una questione privata fra marito e moglie ma è una questione di pubbliche relazioni, di guerra e pace. E' una faccenda di Stato. 

Significa successione dinastica, continuità della monarchia ed equilibri politici internazionali.

Questa non è una piccola bugia che possa essere risolta qualche mese dopo con una scusa. Naturalmente, però, prima o poi bisogna spiegare dove sia finito il bambino.

Ed ecco la soluzione: Maria Antonietta avrebbe perso il bambino. Problema risolto?

Nemmeno per sogno. Perché manca ancora il dulcis in fundo.

A chi diamo la colpa? 

La Polignac fa circolare la voce che Oscar abbia estratto la spada provocando così uno spavento enorme nella regina che avrebbe di conseguenza perso il bambino. 

E qui la storia supera definitivamente ogni limite di plausibilità. 

Oscar è un ufficiale delle Guardie Reali, appartiene a una famiglia aristocratica strettamente legata alla Corona ed è responsabile della sicurezza della sovrana. Accusarla di avere provocato la perdita di quello che tutti credono essere l'erede della monarchia francese avrebbe dovuto provocare conseguenze enormi. 

Un'inchiesta. La sospensione dal comando. L'intervento del generale Jarjayes. Un vero e proprio scandalo a Versailles. Anche l'intervento personale del re.

Invece?

Praticamente nulla.

Per carità, ci mancava soltanto che Oscar venisse imprigionata o peggio per qualcosa che non aveva commesso e per un bambino che non era mai esistito!

Ma è proprio questo il problema della sceneggiatura: se introduci un'accusa di questa gravità, devi poi affrontarne le conseguenze.

Altrimenti non hai creato un dramma. Hai soltanto alzato artificialmente il volume del melodramma.

E niente , questo episodio è davvero assurdo e fuori contesto e dal mio punto di vista ha tradito il lavoro di Nagahama.

Non siamo i soli a trovarlo assurdo

La cosa divertente è scoprire che questa sensazione non appartiene soltanto agli spettatori italiani.

Anche diversi appassionati giapponesi di Berusaiyu no Bara hanno espresso negli anni forti perplessità sull'episodio.

In un commento giapponese compare un'espressione meravigliosa:

ツッコミどころ満載 — tsukkomi-dokoro mansai.

È difficile tradurla letteralmente conservandone il tono, ma significa più o meno: “pieno zeppo di cose su cui ci sarebbe da obiettare”, o, più liberamente, “un episodio pieno di assurdità da contestare”.

Direi che rende perfettamente l'idea.

Un altro appassionato giapponese, pur dichiarandosi generalmente soddisfatto delle storie originali introdotte dall'anime rispetto al manga, considera proprio questa una delle eccezioni, soprattutto perché vengono create situazioni enormi che poi rimangono sostanzialmente senza conseguenze.

Un altro giudizio utilizza addirittura l'espressione 「非常に後味の悪い」 (hijō ni atoaji no warui): qualcosa che lascia un sapore decisamente sgradevole.

E anche fra gli spettatori occidentali ritorna la stessa obiezione: ma ci rendiamo conto che il piano avrebbe potuto mettere sul trono di Francia un bambino che non aveva alcun legame con Luigi XVI?

Insomma, a distanza di decenni, il povero episodio 15 continua a far sollevare parecchie sopracciglia.

Ma l'idea della falsa gravidanza veniva davvero dal nulla?

Qui, però, la faccenda diventa più interessante. Perché l'idea di una falsa gravidanza nell'ambiente della famiglia reale francese non è necessariamente una pura invenzione degli sceneggiatori.

Un episodio del genere è stato tradizionalmente associato a Maria Giuseppina di Savoia, contessa di Provenza, moglie del conte di Provenza, fratello di Luigi XVI e futuro Luigi XVIII. Anche quella coppia aveva un enorme problema dinastico: non aveva figli.

Alla contessa furono attribuite gravidanze che non portarono alla nascita di un erede e intorno alla sua vita matrimoniale circolarono voci, pettegolezzi e insinuazioni. È quindi possibile che gli sceneggiatori abbiano preso suggestioni provenienti da vicende e dicerie relative alla corte reale del periodo e le abbiano trasferite su Maria Antonietta, esasperandole fino a costruire il complotto dell'episodio.

Questo rende la puntata più interessante dal punto di vista della sua genesi. Ma non la giustifica né assolve.

E Nagahama?

Siamo abituati a dividere Lady Oscar in due grandi periodi: Tadao Nagahama prima, Osamu Dezaki dopo. Ma la transizione non fu così netta.

Nagahama risulta accreditato come direttore generale fino all'episodio 13, mentre Dezaki assume ufficialmente il ruolo di chief director dall'episodio 19.

“La menzogna” è l'episodio 15.

Ci troviamo quindi proprio in quella curiosa terra di di nessuno o meglio di transizione fra gli episodi 14 e 18.

Per l'episodio 15 risultano inoltre Yoshimi Shinozaki alla sceneggiatura e Tetsuo Imazawa alla regia dell'episodio.

Per questo non sarebbe corretto dire semplicemente: “Nagahama ha inventato questa assurdità”.

Possiamo però collocare l'episodio nella prima concezione narrativa della serie, quella nella quale l'anime si prendeva grandi libertà rispetto al manga di Ikeda e introduceva storie originali, intrighi e forti elementi melodrammatici.

E qui nasce il vero problema.

Perché altre volte aveva funzionato magnificamente.

Quando inventare funzionava

Pensiamo all'episodio 1.

L'anime prende il materiale di Ikeda e lo trasforma. Costruisce l'infanzia di Oscar, approfondisce il rapporto con André, dà un peso enorme alla decisione del generale Jarjayes e ci permette di capire immediatamente quale sarà il conflitto fondamentale della protagonista.

Oppure pensiamo all'episodio 8.

Anche lì l'anime amplia e modifica, costruisce situazioni proprie, approfondisce rapporti e tensioni.

E funziona.

Perché il problema non è mai stato cambiare Ikeda.

Un adattamento deve avere la libertà di modificare, aggiungere, eliminare e persino inventare.

Il problema è che cosa si inventa e perché.

Quando una nuova situazione serve ad approfondire Oscar, André, Maria Antonietta o le contraddizioni di Versailles, l'anime riesce talvolta a raggiungere risultati straordinari.

Quando invece si cerca il colpo di scena a tutti i costi, succede ciò che vediamo nell'episodio 15. 

Ed è Troppo.

Ed è un tradimento vero dell'opera di Riyoko Ikeda che tanto bene ha intessuto Storia e fiction. Ma anche del lavoro di Nagahama prima e di Dezaki poi. 

Ed è forse proprio questo a rendere “La menzogna” tanto irritante, non è semplicemente un brutto episodio. È un episodio narrativamente sgangherato all'interno di una serie capace, quando raggiunge le sue vette, di essere straordinariamente intelligente, adulta e raffinata.

E forse è proprio per questo che, ogni volta che lo vedo, resto basita e scioccata.  Voi cosa ne pensate?


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