Ci sono storie destinate a essere eterne perché, semplicemente, toccano l’anima.
Non importa quanto tempo passi, quante generazioni le attraversino, quante volte crediamo di averle ormai comprese. Tornano. Vivono. Ci trovano diversi, ma ci feriscono nello stesso punto.
Forse perché non raccontano soltanto ciò che accade ai personaggi, ma ciò che accade dentro di noi mentre li guardiamo vivere, amare, sbagliare, perdere, scegliere.
Alcune storie non restano nella memoria perché hanno un finale perfetto. Restano perché ci lasciano una mancanza.
Oscar e André appartengono a questo genere di storie.
Ci commuovono per ciò che sono stati, e ancor di più per ciò che avrebbero potuto essere. Per quella vita appena intravista e subito negata. Due mani che finalmente possono cercarsi senza più paura. Un amore arrivato tardi, ma così assoluto da sembrare eterno.
E forse continuiamo a immaginarli vivi non per cambiare il loro destino, ma per concedere al nostro cuore un luogo in cui posarli ancora. E dare loro l'eternità luminosa che meritano.
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